LUNGA VITA AI LINFOCITI! 🌺🌺🌺
Un recente studio pubblicato da una delle maggiori riviste del gruppo Cell Press, ha esaminato il sistema immunitario di un gruppo di supercentenari (ovvero, persone con 110 anni e oltre d' età), identificando alcuni tratti peculiari davvero interessati.
https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00806-5
Avevo messo da parte la pubblicazione, per commentarla alla prima occasione, ma ricevo oggi un breve ma illuminante commento firmato niente meno che da George Chrousos, professore emerito di pediatria ed endocrinologia nella Scuola di Medicina dell'Università di Atene, tra i 100 ricercatori più citati al mondo (cosa di cui di per sé ci interessa il giusto) e tra i "padri" della neuroendocrinoimmunologia, ambito di ricerca inter/transdisciplinare in cui si collocano da sempre anche i miei maggiori interessi scientifici. E dunque, ubi maior minor cessat. Qui di seguito, il commento di Chrousos in traduzione automatica.
*******
https://brainimmune.com/supercentenarians-vigilant-guardians-immune-system/
Supercentenari e i vigili guardiani del sistema immunitario
George Chrousos · 21 agosto 2026
La longevità non è semplicemente il privilegio di aggiungere anni alla propria vita. È, soprattutto, la capacità di arricchire quegli anni preservando la funzionalità del corpo e la lucidità mentale. I supercentenari, ovvero le persone che vivono oltre i 110 anni, rappresentano un esperimento naturale eccezionalmente raro. Non si sono limitati a vivere più a lungo; sono riusciti a posticipare o evitare le malattie che comunemente accompagnano l'invecchiamento, come il cancro, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi.
Cosa protegge queste persone? I geni giocano indubbiamente un ruolo importante, così come l'alimentazione, l'attività fisica, la resilienza psicologica e l'ambiente sociale. Un nuovo studio (Hashimoto et al., Cell Reports 2026), tuttavia, richiama l'attenzione su un altro meccanismo: un piccolo ma straordinariamente efficace gruppo di cellule immunitarie note come linfociti T citotossici CD4, o CD4 CTL.
In circostanze normali, i linfociti T CD4 funzionano principalmente come "coordinatori" della risposta immunitaria. Attivano e guidano altre cellule senza solitamente uccidere direttamente i bersagli. I linfociti T citotossici CD4 (CTL) rappresentano un'eccezione insolita: mantengono la loro funzione di coordinatori acquisendo al contempo proprietà citotossiche. Producono perforina e granzimi, sostanze attraverso le quali possono distruggere cellule infette da virus, cellule senescenti e, potenzialmente, cellule tumorali in fase iniziale.
I ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 28 individui suddivisi in tre fasce d'età: 70-99 anni, 100-109 anni e 110 anni e oltre. La percentuale di CTL CD4 è aumentata notevolmente con l'età. Rappresentavano una mediana del 4% dei linfociti T nel primo gruppo, del 9,6% tra i centenari e del 17,6% tra i supercentenari. Sembra quindi che intorno ai 100 anni si verifichi una notevole riorganizzazione del sistema immunitario.
(Abstract grafico, da Hashimoto et al.) Cell Reports 2026. Accesso libero.
La scoperta più importante è che queste cellule non mostravano i tipici segni di esaurimento immunitario. Nonostante l'età eccezionalmente avanzata degli individui da cui erano state prelevate, mantenevano la loro funzionalità e flessibilità. Il sistema immunitario dei supercentenari non assomigliava semplicemente a un esercito indebolito i cui soldati superstiti erano ancora schierati sulle mura. Si era riadattato alle minacce emergenti e aveva selezionato unità specifiche ed esperte, capaci di riconoscere e neutralizzare i pericoli persistenti.
(continua nel post successivo)