Negli ultimi anni, i banchi dei supermercati si sono riempiti di novità "comode": angurie senza semi, uva senza semi, persino ortaggi e legumi modificati per essere pronti al consumo immediato, senza "fastidi".
Ma vi siete mai chiesti qual è il vero prezzo di questa comodità?
La risposta è brutale e allo stesso tempo inquietante: la perdita totale della sovranità alimentare. IL CIBO SENZA SEMI E L'ULTIMO PASSO VERSO IL MONOPOLIO ASSOLUTO.
Un frutto senza semi è un vicolo cieco biologico.
Non genera vita e non può essere riprodotto.
Quando la frutta e la verdura tradizionali saranno completamente sostituite da queste varietà sterili, accadrà l'irreparabile. La millenaria tradizione di conservare i semi migliori di stagione in stagione per piantarli l'anno successivo sarà cancellata definitivamente. Il cibo nascerà solo ed esclusivamente all'interno di laboratori privati e il seme naturale, libero e gratuito, sarà del tutto scomparso.
Mangiare non sarà più un diritto legato alla terra, ma diventerà una vera e propria "licenza d'uso". Le multinazionali e le élite che possiedono i brevetti industriali decideranno chi può coltivare, come e a quale prezzo.
Lo schema è identico a quello che abbiamo già visto con il FLEXNER REPORT nella medicina e con le monocolture intensive nell'agricoltura del XX secolo. Si distrugge la varietà naturale, si crea il monopolio tecnologico e poi si impongono le proprie regole e i propri prezzi, rendendo le risorse alimentari scarse, costose e interamente controllate.
Tutto questo sta accadendo ora, sotto gli occhi di una massa di consumatori inconsapevoli, anestetizzati dal mito del "progresso" e del comfort.
Non siamo spettatori impotenti. Ogni volta che nel carrello scegliete un prodotto "seedless" (senza semi) per pura comodità, state finanziando questo sistema. State dando il vostro contributo alla privatizzazione della vita e alla morte della biodiversità. È prioritario opporsi - difendiamo i semi veri, sosteniamo i produttori locali che custodiscono le varietà antiche e rifiutiamo l'omologazione artificiale.
La resistenza comincia dalla terra e dalle nostre scelte quotidiane.
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Nel primo commento, alcune delle conseguenze drammatiche del MONOPOLIO ASSOLUTO sul CIBO






