Il governo rivendica “risorse record” per le università, ma la realtà è diversa.
Dietro la crescita nominale del Fondo di Finanziamento Ordinario si nascondono:
🔴 -551 milioni rispetto alle previsioni del 2022
🔴 un aumento che non copre inflazione e stipendi (+600 milioni di costi fissi)
🔴 nessun nuovo piano di reclutamento, proprio mentre scadono migliaia di contratti PNRR
🔴 servizi agli studenti tagliati o fermi da anni (supporto psicologico, orientamento, diritto allo studio)
Gli atenei ricevono più “flessibilità contabile”, ma senza risorse fresche: significa dover scegliere tra coprire i costi o assumere nuovo personale. La quota premiale resta al 30%, continuando a premiare i già forti e ampliando i divari territoriali; la quota perequativa rimane bloccata all’1,5%, troppo poco per riequilibrare il sistema.
📌 Per studenti e ricercatori precari, l’effetto è chiaro: meno borse di dottorato, meno servizi, meno prospettive di stabilizzazione.
📌 Per il Paese, il rischio è quello di perdere capitale umano e restare indietro rispetto agli standard europei di finanziamento e inclusione.
ADI chiede un cambio di modello urgente: più investimenti strutturali, più equità tra atenei, più diritti per studenti e ricercatori. Solo così l’università pubblica potrà garantire qualità, inclusione e futuro.
https://dottorato.it/content/sogno-duna-notte-di-fine-estate-rapporto-adi-sul-fondo-di-finanziamento-ordinario-ffo-2025