Un uomo molto ricco possedeva campi immensi. Ogni anno seminava… — SEFER — TG.ME

Un uomo molto ricco possedeva campi immensi. Ogni anno seminava, raccoglieva, costruiva nuovi magazzini e contava i suoi guadagni. Un giorno incontrò un vecchio contadino seduto all’ombra di un albero. “Perché non lavori di più?” gli chiese. Il contadino sorrise: “Per ricordarmi che la terra non è mia. Io la custodisco soltanto per un po’.” Nella Parashà di Behar compare un’idea sorprendente: perfino la terra deve fermarsi, riposare, “respirare”. È un messaggio molto attuale, anche fuori da ogni contesto religioso: l’uomo moderno rischia di vivere come se tutto gli appartenesse — il tempo, il lavoro, le relazioni, perfino sé stesso. Ma quando crediamo di possedere tutto, finiamo spesso per essere posseduti da ciò che inseguiamo. Nel testo compare la parola “דרור” (dror, libertà): una libertà che non significa fare tutto ciò che si vuole, ma ricordare che nessuno dovrebbe diventare schiavo di ciò che possiede. Forse uno dei più grandi insegnamenti della vita è proprio questo: non tutto ciò che possiamo controllare ci appartiene davvero. A volte la libertà non nasce dall’avere di più, ma dal saper lasciare andare.

May 10, 2026 140