Immaginate un'onda che dice:
"Sono un individuo separato.
L'onda ha la sua forma,
la sua altezza,
la sua durata.
Ma la sua vera natura è sempre stata l'acqua.
Se un giorno l'onda si rende conto:
"Non sono mai stata separata dall'oceano",
ciò che scompare non è l'onda stessa.
Ciò che scompare è l'illusione che esista come un'
entità indipendente.
Questo è ciò che Ramana intende con "perdita dell'individualità".
Questo spiega anche perché la sua risposta è così breve.
Secondo Ramana Maharishi,
il Nirvana non consiste nel raggiungere uno stato speciale.
Non si tratta di acquisire poteri straordinari.
Non si tratta di accumulare esperienze mistiche.
È la fine del profondo senso di:
"Sono un individuo separato che ha queste esperienze."
...
Ciò che è affascinante è che la risposta di Ramana è molto vicina
all'insegnamento buddista dell'anattā (non-sé).
Tuttavia, le due tradizioni esprimono questa intuizione in modi diversi.
Nel buddismo, l'enfasi è sulla consapevolezza che non esiste un
sé permanente e indipendente a cui aggrapparsi.
Ramana, d'altra parte, parte da una singola e diretta
domanda:
"Chi sono io?".
Attraverso questo processo di auto-indagine, ciò che svanisce non è
la vita stessa, né la consapevolezza,
ma la convinzione che esista un "io" separato che possiede e
controlla ogni esperienza.
Quindi, quando Ramana dice:
- "Qual è il nirvana di Buddha?"
- "Perdita dell'individualità".
non sta definendo il Nirvana come la distruzione dell'essere umano.
Sta indicando la fine dell'illusione di essere un sé separato.
Quando quell'illusione svanisce,
la vita continua a svilupparsi,
ma non esiste più un centro psicologico che
costantemente ha bisogno di difendersi, definirsi o preservarsi.