In Prima Linea fino all'Ultimo Istante
La Storia dell'Aluf Avraham (Albert) Mandler
Nella storia delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), la figura dell'Aluf Avraham (Albert) Mandler occupa un posto di eccezionale rilievo: è stato il primo ufficiale con il grado di Generale di Divisione a cadere sul campo di battaglia mentre comandava direttamente le sue truppe al fronte.
Dalla fuga dal nazismo alla costruzione dello Stato
Nato in Austria il 3 maggio 1929, Mandler scampò alle persecuzioni dell'Olocausto giungendo nell'allora Palestina nel 1940 a bordo della nave di immigrati clandestini Sekarya. Crescendo, unì il proprio destino a quello della nazione nascente, arruolandosi giovanissimo nell'Haganah e dedicando l'intera vita alla sicurezza e alla difesa del Paese.
25 anni di servizio sul campo
La sua carriera militare ha attraversato venticinque anni fondamentali per la formazione dell'IDF, facendolo partecipare a tutti i principali conflitti d'Israele:
Guerra d'Indipendenza (1948): Iniziò come comandante di squadra nella Brigata Giv'ati per poi passare alla celebre unità di ricognizione "Volpi di Sansone", partecipando ai duri combattimenti nel sud. Diventato ufficiale nel 1949, assunse successivamente il comando della compagnia di ricognizione di brigata.
Campagna del Sinai (1956): Partecipò all'Operazione Kadesh come comandante presso la scuola di fanteria.
La svolta nei carri armati (1958-1965): Dopo aver guidato il 51° Battaglione di fanteria della Brigata Golani, nel 1959 passò alle truppe corazzate assumendo il comando del 52° Battaglione della Brigata 7 e, più tardi, il ruolo di vice-comandante di brigata. Nel 1965 gli venne affidato il comando della Brigata corazzata di riserva 8, partecipando parallelamente alla creazione e allo sviluppo del centro di addestramento centrale del Corpo Corazzato a Tze'elim.
Guerra dei Sei Giorni (1967): Alla vigilia del conflitto, la sua brigata fu posizionata a sud di fronte alle divisioni egiziane a Kuntilla. Pochi giorni dopo, la brigata venne trasferita d'urgenza a nord: con un'azione epica e sanguinosa, gli uomini di Mandler riuscirono a sfondare le posizioni siriane sulle Alture del Golan.
Al vertice delle forze corazzate: Nel 1968 divenne vice-comandante del Corpo Corazzato, contribuendo in modo decisivo alla riorganizzazione e all'addestramento dei reparti. Nel 1972 assunse il comando della Divisione Sinai (252ª Divisione).
La Guerra dello Yom Kippur e il sacrificio (Ottobre 1973)
Nell'ottobre 1973, a pochi giorni dal suo previsto insediamento a capo dell'intero Corpo Corazzato, scoppiò improvvisamente la Guerra dello Yom Kippur. La Divisione Sinai guidata da Mandler dovette sostenere da sola i primi, devastanti scontri di contenimento lungo il Canale di Suez.
Come sua consuetudine, Mandler non guidò la battaglia dai bunker di retroguardia, ma rimase costantemente sul ciglio della prima linea tra i suoi soldati. Il 13 ottobre 1973, mentre osservava le posizioni egiziane dal suo veicolo corazzato di comando nel settore meridionale del Canale, il suo mezzo fu colpito da un attacco mirato di artiglieria e missili egiziani. Insieme all'Aluf Mandler persero la vita il giornalista Rafi Unger, l'aiutante di campo del generale e altri quattro soldati. Analisi successive indicano che il comando egiziano riuscì a localizzare con precisione la sua posizione intercettando le comunicazioni radio, favorite anche dalla cattura della mappa in codice d'emergenza "Sirius".
Uomo di rigorosa integrità, grande coraggio e straordinaria capacità strategica, Avraham Mandler rimane un simbolo immortale di leadership militare fondata sull'esempio personale.






