COLONIALISTI Ceuta ha fatto riesplodere il dominio dell'ipocrisia e dell'autocompiacimento di tutto il variegato mondo, laico e religioso, dell'accoglienza. Che, comunque, cerca di galleggiare su un tessuto, molto liso, che chiamano diritti umani, in contrasto con chi sparerebbe in faccia a chiunque non gli assomiglia. Il discorso è sistematicamente e rigorosamente riferito a chi arriva, come arriva, cosa gli succede una volta arrivato, tra campi di pomodoro e maranze. Sulla dimensione della partenza non ci si sofferma. Si vede il razzismo successivo all'arrivo, si è ciechi e sordi sul colonialismo operante nei luoghi di partenza.A forza di sottosviluppo imposto e di incentivi posticci fatti balenare. Eppure nelle due situazioni tout se tient. Pensate al calcio. I calciatori africani emigrano? No, sono comprati, come secoli fa quelli del cotone, al mercato degli schiavi. I non calciatori vengono indotti a lasciare terra, casa, comunità, storia per pomodori a 2 euro l'ora. Di cui uno da mandare a casa. Oppure li fanno venire le mafie come manovalanza più spendibile e per un governo come il nostro utile fomentatore di divisioni e razzismi. Che poi, al massimo dell'oscenita' colonialista, li sbatte in paesi prostituti come l'Albania, o arriva allo sconcio di rifilarli a paesi africani in cambio di un resort costruitogli da Salini. I calciatori vengono allettati a forza di gloria e milioni, per alimentare mercati dove si fanno più profitti e si risparmia più tempo col bravo africano, che con le scuole calcio e i vivai. È il modello moderno del colonialismo. Eravamo e restiamo predatori. Non tanto buttandoli nei campi o in strada, quanto rapendoli a casa loro.
August 11, 2026 368 2