L'approfondimento di Massimo Manca ---> https://bit.ly/4pgeQTl
Sull'isola della Maddalena il sole sta tramontando e una folla di giovani manifestanti avanza lentamente. Alcuni portano uno striscione, altri soltanto uno zaino. Hanno camminato per un mese: radicali, obiettori, pacifisti, nonviolenti e antimilitaristi di mezza Europa con cartelli appesi al collo. Mancano poche centinaia di metri alla conclusione della Prima marcia internazionale degli antimilitaristi nonviolenti. All'improvviso arrivano le camionette, gli agenti scendono in assetto antisommossa: partono le cariche, scattano gli arresti. Cinquant'anni dopo, quasi nessuno ricorda più quella sera. Ma per capire l'Europa di oggi bisognerebbe ripartire proprio da lì, da quella calda estate del disarmo e da un grido, «Mai più guerre!», che parla ancora al presente. Indip ricostruisce questa storia in tre puntate, con documenti inediti, fotografie d'epoca, materiali finora poco conosciuti e testimonianze dei protagonisti di allora: una vicenda che il tempo aveva forse dimenticato e che riportiamo alla luce grazie a una paziente ricerca d'archivio e al lavoro di verifica delle fonti. È in questa cornice che si potrà misurare il valore – non sentimentale, non retorico, ma politico e civile – di quello che accadde nell'estate del 1976. Quella marcia non fu una passeggiata: fu una sfida diretta ai santuari del militarismo, e nessun luogo li racchiudeva tutti come la Sardegna, ieri come oggi. Vale la pena tornare su quel lungo mese perché ha ancora qualcosa da dire a un'Isola che continua a subire il peso di una massiccia occupazione, tra demanio e servitù militari: i Centri per l'Impiego della Regione diventati anticamera dell'Esercito, la fabbrica Rwm di Domusnovas che produce ordigni, la scuola internazionale per piloti di caccia militari a Decimomannu, le esercitazioni Nato, i poligoni affittati a società straniere per sperimentare razzi e armi. E infine proprio La Maddalena, dove le esercitazioni tornano a riaffacciarsi nella stagione turistica, come se nulla fosse, a beffare quella comunità di giovani che mezzo secolo fa scese in piazza per chiedere il contrario.