Vacanza obbligatoria
Nel post precedente parlavo di una scena: gli italiani scappano dai prezzi italiani, mentre francesi, tedeschi e spagnoli arrivano qui, probabilmente in fuga dai prezzi di casa loro.
Ma c’è una domanda che viene ancora prima.
Perché ad agosto sentiamo tutti questo bisogno di partire?
Milioni di persone fanno la stessa cosa nello stesso momento.
Preparano le valigie, caricano la macchina, entrano nel traffico e si dirigono verso luoghi già pieni di altre persone che hanno avuto esattamente la stessa idea.
Gli alberghi costano di più. I ristoranti sono affollati. Per raggiungere una spiaggia bisogna svegliarsi presto, cercare parcheggio, pagare un ombrellone e difendere mezzo metro di sabbia come se fosse proprietà di famiglia.
E per riuscire a partire c’è anche chi chiede un prestito, usa la carta di credito o paga tutto a rate. Qualunque soluzione va bene, purché alla domanda “Dove vai quest’estate?” non si debba rispondere: “Da nessuna parte”.
Poi iniziano le lamentele.
Troppa gente. Troppo caldo. Troppo traffico. Prezzi assurdi. Servizio lento. Bambini che urlano. Musica ovunque.
E viene spontaneo chiedersi: se tutto questo è così insopportabile, perché continuiamo ad andarci?
La risposta più comune è: perché finalmente siamo in vacanza.
mah , considerando che per arrivare a quel momento abbiamo passato settimane a cercare, confrontare, prenotare e discutere. In alcuni casi anche a preoccuparci di come pagare tutto.
E una volta arrivati dobbiamo rispettare programmi, orari e prenotazioni.
Colazione entro le dieci. Spiaggia prima che finisca il parcheggio. Pranzo già deciso. Cena prenotata tre giorni prima. Foto al tramonto. Passeggiata serale nella stessa via in cui passeggiano tutti.
Riposarsi diventa un lavoro organizzato con grande precisione. C’è anche una certa pressione. Ad agosto bisogna partire. Restare a casa sembra quasi una confessione: non puoi permettertelo, non hai amici oppure non sai goderti la vita.
Così molte persone preferiscono spendere troppo, tornare stanche e magari continuare a pagare la vacanza nei mesi successivi.
Perché una vacanza deve essere visibile. Deve avere un posto riconoscibile, qualche fotografia e una risposta pronta quando qualcuno chiederà: “Dove sei stato?”
Dire “sono rimasto a casa, ho dormito e stavo bene” suona ancora stranamente sospetto e offensivo
Nel post precedente cercavamo un posto dove i turisti non venissero trattati come portafogli. Forse continuiamo a non trovarlo perché partiamo tutti nello stesso momento, accettiamo qualsiasi prezzo e abbiamo troppa paura di restare a casa.
Poi torniamo al lavoro e diciamo di aver bisogno di qualche giorno per riprenderci dalle vacanze.
E nessuno sembra trovare la cosa particolarmente strana.
2August 9, 2026 220 1