Soglia Un ragazzo apre un gioco sul telefono. Entra per passare dieci… — Gli appunti del cittadino — TG.ME

Soglia

Un ragazzo apre un gioco sul telefono. Entra per passare dieci minuti. C’è una ricompensa giornaliera, una ruota da girare, una cassa da aprire. Tutto lampeggia al momento giusto.

All’inizio bastano pochi tocchi. Poi arriva un’offerta che scade tra cinque minuti. Un euro per avanzare prima. Tre euro per un pacchetto dal contenuto sconosciuto. La possibilità di trovare qualcosa di raro tiene gli occhi sullo schermo.

Secondo una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato a social, gaming o gioco d’azzardo. Lo studio ha coinvolto oltre 18.000 ragazzi.

Tra gli 11 e i 13 anni, il 10,6% dichiara di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno. Tra i 14 e i 17 anni la quota arriva al 22,1%. Il gioco d’azzardo è vietato ai minori. I numeri restano lì.

Nel gaming problematico quasi uno studente su due ha speso denaro per avanzare più velocemente o ottenere vantaggi. Dentro ci sono anche le loot box: compri una scatola digitale e scopri dopo cosa hai ricevuto.

Un adolescente impara presto il linguaggio. Bonus. Crediti. Skin. Drop. Jackpot. Perdita. Riprova. Ogni parola rende il gesto più normale e il denaro meno reale.

Gli adulti vedono un ragazzo seduto in camera. Silenzioso. Al sicuro. Intanto qualcuno sta misurando ogni secondo della sua attenzione, ogni esitazione e ogni acquisto.

Quando il sonno peggiora, lo studio rallenta e il carattere cambia, iniziano le discussioni. Si parla di disciplina, di limiti, di telefoni sequestrati. Quasi sempre si arriva quando il meccanismo ha già imparato molto bene come trattenere quella persona.

Dietro lo schermo lavorano squadre intere. Studiano colori, suoni, premi variabili, paura di perdere un’occasione. Dall’altra parte c’è spesso un bambino con la carta collegata al profilo di famiglia.

Poi ci sorprendiamo quando non riesce a fermarsi.

La soglia viene attraversata in silenzio. Una partita in più. Un acquisto piccolo. Una notte con il telefono sotto il cuscino. Il giorno dopo ricomincia tutto con una ricompensa per essere tornato.

Abbiamo permesso a sistemi progettati per trattenere le persone di entrare nelle camere dei ragazzi. Adesso chiediamo ai ragazzi di avere più autocontrollo di chi quei sistemi li ha costruiti.
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August 1, 2026 139