"... sarebbe inurbanità da parte di un gentiluomo uscir di casa, come per lo più si fa, per andar incontro a colui che lo viene a trovare, per quanto grande sia; ed è più rispettoso e cortese attenderlo per riceverlo, non fosse che per timore di sbagliare strada; ed è sufficiente accompagnarlo alla sua partenza. Quanto a me, dimentico spesso l’uno e l’altro di questi vani doveri. Allo stesso modo in casa mia abolisco ogni cerimonia. Qualcuno se ne offende: che posso farci? È meglio che offenda lui per una volta, piuttosto che offender me tutti i giorni: sarebbe una continua soggezione. A che scopo si fugge la servitù delle corti, se la si trascina fin nella propria tana?"