Oggi sul Foglio trovate una mia breve intervista. Mi hanno chiesto: come è stato lasciare la politica?
Ecco io non ho lasciato la politica, la politica è una passione che – ahimè – non va via. Ma si può fare politica in diversi modi, non occorre per forza ricoprire un ruolo elettivo.
Anzi, vi dirò di più, è proprio questo ciò che mi ha avvicinato - ormai quindici anni fa - al M5S. L'idea di avere professionisti che servono il proprio Paese per un periodo limitato di tempo, per poi tornare alla propria vita, forti di una grande esperienza di vita, è ciò che ha sempre distinto il Movimento dai partiti tradizionali.
Già perchè nessuno è indispensabile ma tutti siamo preziosi. Una comunità politica ha il dovere di rinnovarsi ma al contempo deve trovare il modo di continuare ad avvalersi delle esperienze degli "ex". Io, nel mio piccolo, sono riuscito a dare il mio contributo. Da due anni ormai do una mano ai miei ex colleghi, per quanto nelle mie competenze, da dietro le quinte.
Nella vita ci sono delle fasi e questa per me è da dedicare ai miei progetti. Ho nel cuore il Movimento e soprattutto la sua comunità. Seguo attentamente anche questo passaggio così delicato e mi auguro di cuore che tutto possa andare per il meglio. Ci sono sfide importanti da affrontare.