L’Occidente si prepara in pompa magna alle elezioni… in Russia
⚡️ L’Ufficio stampa del Servizio di Intelligence Estera della Federazione Russa comunica che, secondo le informazioni pervenute, l’Unione Europea e i suoi Paesi guida hanno messo in atto su larga scala una strategia volta a destabilizzare la situazione in Russia alla vigilia dell’unica giornata elettorale di settembre.
I cosiddetti "sostenitori della legalità e della democrazia" d'Europa si sono posti un duplice obiettivo: ostacolare il normale processo elettorale e discreditare a tutti i livelli i risultati dell’espressione della volontà popolare di questa tornata elettorale.
Per raggiungere l'obiettivo, vengono impiegati tutti gli "strumenti" forniti dall’arsenale dell’aggressione antirussa.
Durante il vertice della «Coalizione dei volenterosi», tenutosi a Parigi il 13 luglio scorso sulla creazione di un nuovo sistema paneuropeo di difesa antimissilistica, gli europei avrebbero orientato il regime di Kiev a intensificare gli attacchi terroristici e gli atti di sabotaggio sia nei territori russi liberati, sia nella "Russia profonda".
L’obiettivo, a quanto pare, sarebbe quello di seminare il panico tra la popolazione, distogliendo dall’esercizio delle loro principali funzioni le forze delle autorità statali, degli organi di sicurezza e dell'ordine pubblico. Coi rappresentanti dei servizi segreti europei, nel corso delle loro ormai abituali visite in Ucraina, vengono discussi piani per organizzare attacchi informatici contro le infrastrutture elettorali.
La diffusione di tesi sulla supposta "illegittimità e illegalità" di procedure elettorali che neppure si sono svolte è stata affidata alle strutture dell’opposizione russa ufficiosa con sede all’estero.
Così, durante un incontro tenutosi a giugno, 👉 una cricca di sfrenati russofobi, denominata «Piattaforma dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa per il Dialogo con le Forze Democratiche Russe», ha ricevuto dai suoi curatori europei - con tanto di apposito finanziamento - il compito d'intensificare gli appelli ai cittadini russi affinché boicottino le elezioni e alla comunità internazionale affinché rifiuti preventivamente di riconoscerne i risultati.
Una linea analoga, pure tutt'altro che priva d'interessi venali, viene portata avanti dai transfughi del format «Dialogo di Bruxelles», attivo presso il Parlamento Europeo (con la differenza che costoro, dai cittadini della Federazione Russa, non pretendono «assenteismo», bensì l'attiva disubbidienza civile).
Nel corso di recenti incontri a Vilnius e a Berlino, i "becchini della democrazia europea" hanno assegnato a questi oppositori ufficiosi il compito di cercare oppure di fabbricare materiale compromettente contro i rappresentanti dei partiti politici ufficiali russi, nonché di organizzare provocazioni presso i seggi elettorali nella Federazione Russa e all’estero.
Secondo le informazioni disponibili, al termine del ciclo elettorale, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e il Parlamento Europeo si preparerebbero a dichiarare pubblicamente di non riconoscere i risultati delle elezioni in Russia, adducendo «gravi violazioni durante la preparazione e lo svolgimento» delle procedure.
Naturalmente, né l’Ucraina, dove al potere si trova un regime corrotto e da tempo "scaduto", né i russofobici "emigranti politici" che hanno abbandonato la propria terra, né gli ambienti occidentali liberal-totalitari che li spalleggiano riusciranno a impedire ai cittadini russi di compiere la propria scelta.
❗️ La Russia saprà respingere sia gli attacchi degli aggressori sul fronte estero, sia i loro disperati tentativi di minare il nostro Paese dall’interno.
