⚠️ AZIONE DIRETTA E MEDIAZIONE❗️
Angelo Oliviero Olivetti
Francesco Centineo
◾️ La mediazione ha disteso a mezzo del riformismo i suoi viscidi tentacoli sul proletariato, mirando ad irretirlo in un sistema, burocratizzarlo, disciplinarlo dall'alto, smorzargli l’impeto di furore di vita, di volontà, di potenza, di assalto furioso al potere capitalistico. E ciò con un'opera sottile, accanita, piccola, ringhiosa, inspirata ad una casuistica miserabilmente abile. - Angelo Oliviero Olivetti - giugno 1908
◾️ Da poco tempo vi è stata una frattura insanabile all’interno del movimento operaio; nel 1907 durante il congresso di Ferrara i sindacalisti rivoluzionari riuniti attorno alle pubblicazioni olivettiane di «Pagine Libere» rompono con l’intellighenzia socialista: i socialisti italiani kautskiani e riformisti non contemplavano l’azione diretta dei lavoratori né sostenevano l’auto organizzazione del proletariato, al contrario, i sindacalisti rivoluzionati anti riformisti ed anti partitici, promuovevano la rivolta e lo sciopero generale quali veri motori rivoluzionari della lotta di classe.
◾️ Olivetti nel giugno del 1908 pubblicava questo pamphlet politico; un breve saggio molto importante che non ha ricevuto nessuna attenzione poiché Olivetti, essendo uno dei padri putativi del fascismo, ha ricevuto una terribile «damnatio memoriae»; nonostante tale oscurantismo i suoi scritti sono sopravvissuti…
◾️ Azione e mediazione mette bene in evidenza il pensiero dell’Olivetti che è tanto socialista quanto aristocratico e nazionalista o meglio, imperialista, un pensiero filosofico che è chiaramente dionisiaco, eroico e guerriero: le masse vanno educate al sacrificio, alla lotta, al nobile sentimento della volontà di potenza; la funzione dello sciopero generale è catartica, palingenetica; la lotta di piazza e la guerriglia contro lo Stato borghese assolvono ad uno scopo educativo; la lotta di classe viene intesa come una ginnastica propedeutica ad una pedagogia rivoluzionaria delle masse: Olivetti è un agitatore di piazza, un sovversivo che depreca il vitellonismo borghese delle masse operaie europee ormai plagiate dai riformisti e che disprezza lo sterile intellettualismo dei politici e dei filosofi da salotto.
◾️ Olivetti elogia Marx ma anche Nietzsche e sintetizza nel suo pensiero i due filosofi come già qualche anno addietro aveva fatto Giorgio Sorel; l’Olivetti nel suo breve scritto evidenzia subito la sua avversione al riformismo ed accusa senza mezzi termini i socialdemocratici; essi per l’intellettuale ravennate non sono altro che dei reazionari borghesi, dei rinnegati che hanno tradito la rivoluzione; scrive Olivetti:
◾️ «Tatticamente parlando, il concetto sindacalistico che sta in diretta opposizione col riformismo è azione diretta. Non per nulla i riformisti scagliano tutti i loro strali, e fanno accuratamente la cernita dei più velenosi, contro la predicazione dell'azione diretta.
◾️ Adottata questa, il loro regno è bello e finito. Essi esistono in quanto esercitano opera di mediazione. […] I sindacalisti, anzi lo stesso socialismo nella sua concezione rivoluzionaria, considerano lo Stato come un'emanazione diretta della classe borghese, scorgendovi unicamente una classe o categoria politica specializzata nell'alta comples sità della vita moderna ai fini della tutela politica delle classi dominati, reputano inutile e vana una simile mediazione, una simile intercessione; anzi eminentemente dannosa in quanto serve a trastullare il proletariato, in un’attesa chimerica nell’atto stesso che gli fa perdere di vista il suo vero bersaglio: l’espropriazione della classe capitalistica.»..... prosegue su SFERO ⤵️
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AZIONE DIRETTA E MEDIAZIONE - di Angelo Oliviero Olivetti · Sfero
La mediazione ha disteso a mezzo del riformismo i suoi viscidi tentacoli sul proletariato, mirando ad irretirlo in un sistema, burocratizzarlo, disciplinarlo dall'alto, smorzargli l’impeto di furore di vita, di volontà, di potenza, di assalto furioso al potere…

September 6, 2026 154