Un saluto nascente a Enzo Bianchi!
Ci ha lasciato oggi, all’età di 83 anni, Enzo Bianchi. Lo ricordo con affetto perché ho avuto modo di conoscerlo e di essere, almeno un po’, suo amico. Con lui registrai un’intervista entusiasmante a Torino, nel maggio 2022, al termine della quale mi parlò con stima e vicinanza di Marco Guzzi col quale mi disse che fece diverse cose in passato, tra cui il libro “Ricominciare” (Marietti, 1991).
Enzo è sempre stata una persona evidentemente molto generosa, energica e decisamente schietta e diretta. Non le mandava a dire, a nessuno. Ricordo che durante l’intervista-dialogo prese subito di mira un certo Sistema di potere nazionale e transnazionale, religioso ed economico, di “destra” ma anche di “sinistra”, che a suo avviso desidera solo fare la guerra come continuazione della politica con altri mezzi. Questa sua schiettezza evangelica gli causò diversi problemi con le “istituzioni”, come forse molti di voi sapranno. Eppure, la sua spiritualità cristiana gli imponeva uno sguardo sempre propositivo verso il futuro, e quindi mai cinico, rancoroso o chiuso in se stesso.
Ci tengo ora a riportare qui di seguito un frammento della nostra conversazione che potete leggere per intero nel libro “Cristo in Politica” (Paoline 2025). In questa parte finale del testo, Enzo parla della Nuova Umanità e di ciò che, secondo la fede nel Figlio di Dio, siamo chiamati a diventare. Ti ringrazio, caro Enzo, per la tua forza e per il tuo coraggio. Spero che da lassù tu possa continuare a risvegliare le nostre coscienze quaggiù. Ne abbiamo un gran bisogno.
Ciao, Davide.
“Viviamo quella che molti sociologi e filosofi contemporanei chiamano «crisi antropologica». Lei, da monaco cristiano, come interpreta questa enorme crisi d'identità? Ci sarà prima o poi una svolta positiva? Se sì, quali potranno essere i caratteri della nuova figurazione umana che, presumibilmente, nascerà proprio dalle macerie di quella vecchia?
Devo dire che io ho grande fiducia nell'umanità. È vero, l'umanità è sempre passata attraverso gravi crisi, guerre, barbarie, non dimentichiamolo mai. Però ha anche sempre trovato il modo di riprendersi e di continuare nella convivenza, nella giustizia e nella pace. Personalmente coltivo questa fiducia che ci sarà una ripresa. Spero molto nelle nuove generazioni, poiché le vecchie stanno lasciando questa terra, e quindi sono le nuove che saranno protagoniste della storia e dell'abitare il nostro pianeta. Ho fiducia in loro. Spero tanto che esse mettano tutto il loro impegno in quello che è il cammino di umanizzazione. Spero che i giovani si rendano conto che questo cammino non è finito ma, anzi, attende proprio da loro di fare un balzo ulteriore in avanti.
A dire il vero, non ho tanta fiducia che la religione servirà all'umanità. Ormai la religione ha mostrato la sua incapacità. Penso invece che sia più importante per le nuove generazioni impegnarsi nei rapporti umani. Dico, infatti, ai giovani: ricordatevi che nella vita riuscire a trovare o no il senso delle cose dipende molto dalle relazioni che vivete e dalla capacità che avete di vivere gli uni con gli altri in pace e con amore. Questa è l'unica cosa che nella vita vi salverà. Quindi impegnatevi lì, nelle relazioni umane, perché questo è tipico dell'essere umano. Il quale raggiungerà veramente la sua qualità nella misura in cui vincerà la morte e tutti i poteri che dalla morte si scatenano e che noi vediamo sorgere dagli orizzonti storici.
I giovani non devono aver paura ma, al contrario, devono essere audaci e costanti nel praticare il cammino dell'umanizzazione. Nel possedere una grande vita interiore fatta di relazioni con gli altri, cercando sempre di perseguire i grandi valori della giustizia, della pace e della concordia. Nient’altro."
#EnzoBianchi
Qui il video del dialogo: https://www.youtube.com/watch?v=T_A7CxKv-KI




