"Questa la risposta di ChatGPT alla medesima domanda posta nel 2026..."
Se la prendiamo come metafora — non come manuale per manipolare davvero dei giovani — direi che il modo più efficace non sarebbe distruggerli apertamente, ma rendere lentamente normali alcune abitudini.
Se fossi “il diavolo”, punterei su queste cose:
Distruggerei la capacità di attenzione: renderei tutto breve, immediato e continuamente stimolante, così leggere, studiare o pensare in profondità diventerebbe insopportabile.
Trasformerei il confronto in identità: farei credere che il proprio valore dipenda da aspetto, popolarità, denaro, voti, follower o approvazione degli altri.
Confonderei informazione e verità: darei loro così tante opinioni, notifiche e contenuti contraddittori da farli concludere che nulla è veramente conoscibile.
Renderei l'isolamento socialmente accettabile: molta connessione digitale, ma sempre meno relazioni profonde, amicizie reali e comunità.
Premierei l'impulsività: gratificazione immediata al posto della pazienza, del lavoro difficile e della capacità di rimandare una ricompensa.
Ridicolizzerei la vulnerabilità: farei sembrare debole chiedere aiuto, ammettere di non sapere qualcosa o parlare sinceramente delle proprie difficoltà.
Farei sembrare il cinismo intelligenza: convincerei i giovani che niente vale davvero la pena, che idealismo = ingenuità e che impegnarsi sia “da stupidi”.
Sostituirei lo scopo con il consumo:
“Compra, guarda, scorri, possiedi” al posto di “impara, costruisci, ama, servi, crea”.
Eliminerei il silenzio: riempirei ogni momento vuoto con uno schermo, impedendo loro di annoiarsi abbastanza da riflettere.
Li convincerei che possono cambiare tutto tranne se stessi: farei sembrare il carattere qualcosa di fisso, anziché qualcosa che si costruisce attraverso le proprie scelte quotidiane.
Li dividerei in tribù: li spingerei a definire la propria identità soprattutto attraverso ciò che odiano negli altri.
Infine, nasconderei tutto dietro la normalità: niente di apertamente malvagio.
Solo piccole abitudini quotidiane che, sommate per dieci o vent'anni, producono una persona distratta, dipendente dall'approvazione, incapace di stare sola e senza una direzione propria.
La parte interessante è che non serve un diavolo per fare queste cose.
Molte sono già incentivate da algoritmi, mercato dell'attenzione, dinamiche sociali e comportamenti umani.
E proprio per questo la domanda complementare è forse più utile:
“Se volessi invece costruire una generazione mentalmente fortissima, quali abitudini le insegnerei fin da piccola?”
"Fate vobis..."