IL PREZZO DELL' AI CROLLA CINQUE VOLTE PIÙ VELOCE DI QUELLO DEI PC
Il costo dei modelli di intelligenza artificiale è diminuito del 90% in circa tre anni: la stessa contrazione che i personal computer impiegarono quindici anni a compiere nel ciclo di investimento ICT partito nel 1980.
Corretto per la qualità, il dato è ancora più netto: il rapporto prezzo/intelligenza è crollato del 97% in meno di tre anni.
I dati sono di Goldman Sachs Global Investment Research su elaborazioni del Dipartimento del Commercio statunitense.
La distinzione tra le due misure è ciò che rende il fenomeno senza precedenti.
Il prezzo per milione di token cattura solo il costo nominale; il rapporto prezzo/intelligenza misura quanto costa una unità di capacità, e incorpora il fatto che i modelli di oggi non sono gli stessi di tre anni fa: sono radicalmente migliori.
Il consumatore di intelligenza artificiale paga meno per un prodotto superiore, una dinamica che nella storia della tecnologia si è vista solo con i semiconduttori, e mai a questa velocità.
La lezione dei cicli precedenti è univoca: quando il costo di una tecnologia di base crolla, il suo consumo aggregato esplode.
È il paradosso di Jevons applicato al calcolo: l'efficienza non riduce la domanda di risorse, la moltiplica.
I PC divennero ubiqui non quando erano potenti, ma quando divennero economici; lo stesso accadde con la banda larga, con lo storage, con la fotografia digitale.
Se la storia si ripete, il crollo dei prezzi non è il segnale della fine del ciclo di investimento, ma la condizione della sua estensione: ogni riduzione di costo apre casi d'uso prima antieconomici.
La scommessa dell’IA è sulla tecnologia, ma anche sull’elasticità della domanda.
Federica Nerini
Business Strategic Analyst at Deloitte
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1July 19, 2026 956 6