Oppure no, si può far meglio.
Attraverso un cortese addetto al luogo, ho parlato telefonicamente con la direttrice dell’importante complesso architettonico/religioso. Le ho esposto il problema e lei, cortesemente, mi ha consentito l’ingresso gratuito. Tuttavia, poiché non deve trattarsi di una graziosa elargizione individuale, mi sono fatto indicare il recapito email del ministero dei beni culturali, responsabile del luogo e della sua fruibilità pubblica, nonché, tristemente, della scelerata delibera di sopprimere l’acquistabilità del biglietto, per contanti.
A quel ministero ho indirizzato il seguente reclamo:
Spett. Ministro pro tempore del dicastero della cultura, segnalo che per l’accesso al complesso della Basilica di Pomposa (Codigoro-Ferrara) è imposto il pagamento di un biglietto esclusivamente mediante carta di credito.
Il pagamento per contanti mi è stato rifiutato.
Segnalo che questo rifiuto è contro la legge. L’art. 693 cp punisce, anche se con sola sanzione amministrativa pecuniaria, chi rifiuta pagamenti in contanti.
Invito pertanto a ripristinare l’esercizio del diritto a pagare in contanti per chi lo voglia.
Distinti saluti
Paolo Sceusa
Pomposa, 11 agosto 2026
Infine, cari amici, vi segnalo l’estrema importanza della difesa, prima di tutto individuale, dei diritti di ciascuno. Il diritto che non difendi ti verrà calpestato, anche dallo stato che dovrebbe garantirtelo.
Pertanto vi invito a indirizzare una consimile protesta al ministero evitando il copia-incolla, dato che il fatto non vi è accaduto personalmente, ma che risulta di vostra conoscenza.
L’indirizzo email è:
[email protected]
Ancora: all’interno della Basilica c’è uno spazio riservato alla preghiera. Esso deve avere accesso libero e gratuito per un tempo non limitato se non dall’orario di chiusura della chiesa. Nemmeno di questo si viene informati all’ingresso.
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