La spinta di Israele a estrarre sperma dai suoi soldati morti è diventata un progetto statale di continuità ebraica, che contrasta in modo grottesco con la devastazione riproduttiva che infligge alle donne palestinesi.
Dal 7 ottobre 2023, il prelievo post-mortem di sperma (PMSR) è passato da una pratica rara e controversa dal punto di vista etico a una politica approvata e finanziata dallo Stato, secondo quanto riporta +972, con circa un quarto di tutti i soldati maschi uccisi sottoposti alla procedura.
Un'ordinanza di emergenza consente ai genitori degli israeliani deceduti di autorizzare la procedura senza l'approvazione del tribunale, e gli ufficiali militari ora propongono attivamente l'opzione quando informano le famiglie.
L'estrazione, che consiste in un'incisione ai testicoli entro 72 ore dalla morte, seguita dal congelamento in laboratorio delle cellule vitali, è finanziata e supervisionata dal Ministero della Salute in quattro importanti ospedali, e i genitori rappresentano il 77% delle richieste, un ruolo che nessun altro paese concede.
L'ossessione per la riproduzione ebraica non si limita ai defunti: Israele ha uno dei sistemi di trattamento della fertilità più generosi al mondo, eseguendo più procedure di fecondazione in vitro pro capite rispetto a qualsiasi altra nazione, e la maternità surrogata è legale.
Il contrasto con il trattamento riservato da Israele alle donne palestinesi è devastante:
➡️ da decenni, i tassi di natalità palestinesi sono considerati una "minaccia strategica".
➡️ a Gaza, Israele ha bombardato le sale parto e le cliniche per la fertilità; i casi di aborto spontaneo sono triplicati nella prima metà del 2026.
➡️ l'assedio in corso, il diniego di cibo e aiuti umanitari, il crollo dell'assistenza prenatale e le scarse condizioni igieniche hanno fatto diminuire il tasso di natalità del 3,2% quest'anno.
➡️ nella Cisgiordania, le restrizioni alla circolazione, gli attacchi ripetuti alle strutture sanitarie e ai posti di blocco hanno ripetutamente interrotto l'assistenza riproduttiva.
La ricerca della sociologa Gala Rexer sulle ansie demografiche rivela la spiacevole verità: i posti di blocco determinano se una donna incinta possa raggiungere un ospedale in tempo, e le infrastrutture mediche e l'accesso determinano chi può partorire in sicurezza.
Nel frattempo, il prelievo post-mortem di sperma funge da supporto riproduttivo per uno Stato militarista, espansionista e ossessionato da sé stesso.
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