Titolo: La morte di Ivan Il'ic 🖌 Autore: Lev Tolstoj 🗞 Edizione… — #VentagliDiParole — TG.ME

📖 Titolo: La morte di Ivan Il'ic 🖌 Autore: Lev Tolstoj 🗞 Edizione: Feltrinelli 📆 Pubblicazione: 1886 #recensione gentilmente offerta da Francesca “Non è possibile che mi tocchi di morire. Sarebbe troppo atroce.” Chi di noi per un attimo non si è posto la stessa domanda? Penso bene o male un po’ tutti noi. E a tutti noi il solo pensiero fa venire i brividi. Tolstoj in questo breve racconto ci immerge nella mente di chi ha capito perfettamente che ha poco da vivere. E noi rabbrividiamo con il protagonista. La morte di Ivan Il'ič narra l'agonia di un alto magistrato russo, costretto ad affrontare la vacuità della propria esistenza conformista a causa di una malattia inesorabile. Attraverso la sofferenza e l'affetto sincero del servo Gerasim, il protagonista giunge a una dolorosa autoconsapevolezza, trovando la redenzione finale solo nella accettazione della morte e nel superamento del proprio egoismo. La morte di Ivan Il’ič non è semplicemente un racconto sulla fine della vita, ma una spietata radiografia della falsità umana. La tragedia di Ivan Il’ič non sta nella malattia che lo consuma, ma nella terribile consapevolezza che distrugge i suoi ultimi giorni: la scoperta di aver vissuto una vita artificiale. Ivan ha fatto tutto ciò che la società borghese si aspettava da lui. Ha sposato una donna che non amava, ha cercato l'approvazione dei superiori, ha arredato la casa secondo la moda del momento. Ha vissuto, insomma, una vita "corretta e come si deve". Ma è proprio questa aderenza cieca alle convenzioni sociali a rivelarsi il suo più grande fallimento. Tolstoj è magistrale nel descrivere l'isolamento del protagonista. Intorno a Ivan si muove un microcosmo di parenti e colleghi egoisti, incapaci di affrontare il mistero del dolore. L'unica luce in questo deserto di ipocrisia è il servo Gerasim, l'unico personaggio autentico, capace di una compassione pura e priva di disgusto. Gerasim è la figura che più colpisce perché non è corrotto da quella società che ha vissuto Ivan e, grazie a questo, Gerasim è umano, è umile ma contemporaneamente è superbamente superiore d’animo rispetto a tutto ciò che lo circonda. La prosa è tesa, priva di fronzoli, quasi clinica nella prima parte per poi farsi visionaria e spirituale nel finale. La sofferenza di Ivan si trasforma da fisica a metafisica, diventando un urlo contro l'assurdo. Tolstoj ci consegna un capolavoro senza tempo perché tocca dinamiche umane che la tecnologia e il progresso non hanno cambiato. Solitudine, ipocrisia, false apparenze, giovinezza eterna continuano imperterrite il loro cammino nell’animo umano in “saecula saeculorum”. F. C. Felice lettura 🦋

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August 28, 2026 53