Titolo: Il linguaggio segreto delle carezze ▪️Autore: Thrity Umrigar… — #VentagliDiParole — TG.ME

▪️Titolo: Il linguaggio segreto delle carezze ▪️Autore: Thrity Umrigar ▪️Traduttore: Valentina Guani ▪️Casa Editrice: Libreria Pienogiorno ▪️Genere: Narrativa contemporanea / Romanzo familiare ▪️Data di pubblicazione: 29 luglio 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima / estratto #recensione Thrity Unrigar torna in libreria con “Il Linguaggio segreto delle carezze”. “Avere nel sangue il sale dell’oceano, tanto che a decine di anni di distanza gli succedeva ancora di uscire da un ristorante a Columbus e provare l’improvviso desiderio di andare a fare un giro in macchina sul lungomare, prima di ricordarsi che adesso casa sua era in una città al centro del continente, lontanissima dalla costa. Si sedette su un masso a guardare il flusso e riflusso dell’acqua fra gli scogli. Casa.” Chi non ha avuto, almeno una volta, una figura genitoriale con cui il legame è rimasto a metà? Una madre presente e assente allo stesso tempo, capace di carezze e di silenzi che pesano più delle parole. Così è capitato a Remy. Cresciuto in India, trasferitosi negli Stati Uniti, ha costruito una vita ordinata, lontana, quasi protetta. Ha messo quanta più distanza possibile tra sé e Shirin, una madre distante e imprevedibile, mentre il padre è rimasto l’unico punto fermo, “il suo eroe”. Poi, proprio mentre si prepara a diventare padre, una vecchia fotografia ritrovata nel suo appartamento gli restituisce ciò che aveva cercato di dimenticare. Il libro si muove come una mappa emotiva: avanti e indietro nel tempo, tra l’India della memoria e l’America del presente, tra il figlio che è stato e l’uomo che sta per diventare. I luoghi sono anche stati d’animo: la casa d’origine che continua a chiamare, la nuova vita che non riesce del tutto a proteggerlo. E alla fine arrivano le domande scomode. Perché va bene mettere distanza, però appunto, la distanza non cancella. E non sempre si è disposti ad accettare ciò che il passato ha ancora da dire, soprattutto quando quel passato porta il volto di una madre. “Aveva vagato per il grande appartamento pensando che non gli era mai sembrato così silenzioso e così vuoto. Suo padre era un uomo esuberante, che riempiva la casa con la sua personalità forte e la sua presenza, e si era lasciato dietro un gelo improvviso che lo faceva rabbrividire. Lui e Shirin si muovevano per le stanze come due fiammelle solitarie, vacillanti, che a stento riuscivano a vincere l’oscurità.” Leggendo la storia di Remy, ho pensato a certe relazioni familiari che sembrano risolte solo perché non se ne parla più. Poi la vita va avanti e allora per crescere si tagliano i cordoni, si mettono centinaia di chilometri di distanza… eppure qualcosa resta sotto, intatto. “L’altro giorno – è stato ieri o stamattina? Tutto succede così in fretta che ho perso la nozione del tempo – quando ci siamo sorrisi, ho avuto la sensazione di essere trasportata nel passato. In quel passato in cui eravamo ancora tutti e quattro insieme nel bungalow di Jamshedpur, una famiglia disastrata e malconcia, ma intera. Un passato in cui tu sorridevi sempre.” Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8887767389

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August 24, 2026 71