E se il problema non fosse ciò che ci manca... ma ciò che abbiamo… — SEFER — TG.ME

🤔 E se il problema non fosse ciò che ci manca... ma ciò che abbiamo dimenticato di apprezzare?
Beha'alotekha: Quando l'abbondanza non basta più
(Numeri/Bamidbar 11:4-9)
Nella Parashà Beha'alotekha incontriamo una delle pagine più umane e attuali della Torah. Il popolo d'Israele è nel deserto, libero dalla schiavitù, accompagnato quotidianamente dalla presenza divina e nutrito dalla manna. Eppure qualcosa si spezza.
La Torah racconta:
"Chi ci darà da mangiare carne? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente..."
(Numeri/Bamidbar 11:4-6)

Il popolo comincia a rimpiangere l'Egitto. Non la schiavitù, non le fruste, non l'umiliazione. Ricorda invece il cibo, i sapori, le abitudini perdute.
Che paradosso! La memoria seleziona ciò che vuole conservare e, a volte, il passato ci appare più dolce di quanto sia stato realmente.
🌱 Una piccola parabola
Un uomo ricevette in dono un magnifico giardino.
I primi giorni camminava tra i fiori meravigliato. Ringraziava per ogni profumo, per ogni colore, per ogni frutto.
Con il passare del tempo, però, smise di vedere la bellezza che lo circondava. Iniziò a fissarsi sull'unico angolo del giardino dove non cresceva nulla.
Ogni giorno si lamentava di quel piccolo pezzo di terra vuota.
Un giorno un saggio gli disse:
"Il tuo problema non è quel pezzo di terra. È che hai smesso di guardare il resto del giardino."
Quante volte accade anche a noi?
📖I Maestri insegnano nel Talmud che la manna aveva la capacità di assumere sapori diversi a seconda di chi la mangiava. In altre parole, non era soltanto nutrimento fisico; era un invito a sviluppare uno sguardo nuovo sulla realtà.
La domanda allora diventa profonda: il problema era davvero la manna... oppure l'incapacità di riconoscere il dono che rappresentava?
🔍 Una nota sulla lingua ebraica
La Torah utilizza qui il termine "הִתְאַוּוּ תַּאֲוָה" (hit'avù ta'avah), letteralmente: "desiderarono un desiderio" (Numeri/Bamidbar 11:4).
In ebraico questa costruzione è insolita e potente. Non descrive semplicemente un bisogno, ma un desiderio che si alimenta da sé, una mancanza che cresce indipendentemente da ciò che possediamo.
È una lezione sorprendentemente moderna: non sempre l'insoddisfazione nasce dalla scarsità. Talvolta nasce dall'incapacità di riconoscere la ricchezza già presente nella nostra vita.
❤️ Un messaggio per tutti noi
Questa pagina della Torah non parla soltanto di un popolo nel deserto.
Parla di ogni essere umano.
Parla di quando ci concentriamo su ciò che manca e perdiamo di vista ciò che abbiamo ricevuto.
Parla di quando idealizziamo il passato e smettiamo di costruire il futuro.
Ma la Torah non si ferma alla critica. Ci invita a qualcosa di più grande: allenare lo sguardo alla gratitudine, senza negare le difficoltà; riconoscere il bene, senza ignorare le sfide.
Perché la speranza non nasce quando tutto è perfetto.
Nasce quando impariamo a vedere la luce anche nel deserto.
E forse il miracolo più grande non è ricevere più doni, ma riscoprire quelli che già ci accompagnano ogni giorno.
Shalom e buona settimana a tutti. 🌿💙
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June 10, 2026 130 2