Auriemma M5S MORTI SUL LAVORO: POSTE NON PUO' FARE UTILI TAGLIANDO SU… — Ridifendiamo il postino — TG.ME

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MORTI SUL LAVORO: POSTE NON PUO' FARE UTILI TAGLIANDO SU SICUREZZA
Ma questa tragedia non può essere archiviata come un fatto isolato. Si inserisce in un quadro che da mesi denuncio in Parlamento: quello di un'azienda che macina utili record trattando la sicurezza dei propri lavoratori come una voce di costo comprimibile. I numeri parlano chiaro. Nel 2025 Poste Italiane ha chiuso l'esercizio con ricavi record a 13,1 miliardi di euro, un utile netto di 2,2 miliardi (+10% sull'anno precedente) e un dividendo agli azionisti in crescita del 16%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi. Nella stessa comunicazione, l'azienda ha rivendicato come merito una "disciplina dei costi rigorosa". Nello stesso periodo, però, il settore del recapito continua a contare un numero impressionante di infortuni: oltre 5.000 nel solo 2024, con il 70-75% degli incidenti aziendali concentrati proprio tra i portalettere. E un impegno assunto dall'azienda stessa nel CCNL del luglio 2024 — l'avvio, entro gennaio 2025, di un tavolo tecnico sulla sorveglianza sanitaria dei portalettere — risulta a tutt'oggi disatteso, secondo le organizzazioni sindacali di categoria. Ho già provveduto a denunciare tutto ciò con una interpellanza di luglio 2025, portando in Aula questi numeri: oltre 100.000 contratti a termine attivati dal 2017 con appena 18.000 stabilizzazioni, 22.000 posti stabili tagliati, 40.000 infortuni. La risposta del Governo , si è limitata a un elenco di dati aziendali positivi, senza mai entrare nel merito delle criticità sollevate. Poste continua ad essere al centro di operazioni finanziarie dove sono coinvolti fondi americani oltreoceano come l'Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane su TIM, su cui ho depositato una interpellanza al governo. Non si può continuare a distribuire utili e dividendi record mentre si rinviano gli impegni contrattuali sulla salute dei lavoratori e si tagliano organici e zone di recapito in nome dell'efficienza. La sicurezza non è un costo da comprimere: è un dovere che vale prima di ogni bilancio. Presenterò a breve una nuova interrogazione parlamentare per chiedere al Governo, in quanto azionista di riferimento di Poste Italiane tramite il MEF, di intervenire affinché gli impegni sulla sorveglianza sanitaria dei portalettere vengano finalmente attuati e affinché parte di questi utili record venga destinata alla sicurezza e alla stabilizzazione del personale precari
August 13, 2026 182