Telegram rimosso dall’App Store: il potere del gatekeeper
Il 3 agosto 2026 Telegram è sparito dall’App Store. Nessun preavviso, nessun comunicato: gli utenti di mezzo mondo hanno aperto lo store e l’app semplicemente non c’era più. Poche ore dopo, il ripristino silenzioso. La spiegazione ufficiale di Apple è arrivata a cose fatte: contenuti che violano le linee guida sulla pedopornografia, con l’utente responsabile bannato in fretta. La versione di Pavel Durov, fondatore di Telegram, racconta una storia diversa — più inquietante, e molto più utile per capire il vero potere in gioco.
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La vicenda non riguarda solo Telegram. Riguarda il modo in cui un’azienda privata può decidere, da sola e in poche ore, chi può continuare a esistere dentro l’ecosistema iOS. È esattamente il tipo di potere che il Digital Markets Act europeo cerca di limitare, e che i sostenitori degli store alternativi contestano da anni. Quando un’app usata da più di un miliardo di persone viene rimossa senza contraddittorio, la domanda smette di essere “quanto costa la commissione” e diventa un’altra: chi decide davvero chi vive e chi muore nel mercato delle app?
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