Occasione numero 2: mo io la butto lì, ma a occhio potremmo discutere di come la (video)sorveglianza non tutela mai le fasce più deboli di un sistema oppressivo. Mi sembra quasi un racconto pedagogico: il grande autista cattivo contro la passeggera ignara. Grazie alle riprese delle telecamere dentro i mezzi questi pezzenti hanno estratto le foto. Ora la questione qui è che se è l'autista che ha accesso alle riprese e può farne lo schifo che vuole, evidentemente c'è un abuso di potere che sorvola l'etica e la narrazione della sicurezza.
Non accollatevi a dirmi "eh ma un conto è questo pezzo di merda ma se ti rubano il portafoglio come fai" perché quello che voglio dire è come la linea che separa chi è definibile colpevole da chi vittima è assolutamente sottile e pressocché invisibile fintanto che è sempre e solo questo tipo di vigilanza e di sguardo che detta le definizioni. Questa è una delle tante prove a riguardo. Non è solo il fatto che nessun è veramente al sicuro: è il fatto che siamo tutte vittime perché questo potere verrà sempre abusato. Evidentemente il problema è il potere e chi lo detiene.
Io sarei anche un po' schifata e stanca di vedere queste vampe accendersi e poi spegnersi.
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1June 15, 2026 491 1