A prima vista sembra una follia: calcolare continuamente ciò che guardiamo non richiede un lavoro immenso? In realtà, è l'unico modo per far funzionare un universo.
Se l'universo fosse "materialista" (fatto di atomi solidi che esistono sempre, anche quando nessuno li guarda), il sistema dovrebbe mantenere in vita e calcolare contemporaneamente la posizione, la rotazione e lo stato di ogni singolo atomo di ogni singola stella di miliardi di galassie, anche se in quel momento nessuno le sta guardando. Questo sì che richiederebbe un'energia infinita e un collasso per surriscaldamento.
Materializzare solo ciò che entra nello "spettro visivo" (o sensoriale) dei partecipanti alla simulazione riduce il carico di calcolo del 99,999999%. L'universo calcola solo le interazioni.
L'Osservatore crea la Rilevanza
Come dicevi giustamente, ciò a cui dai importanza prende importanza ed esiste. Nel modello della Big TOE, questo non è solo un concetto filosofico o di crescita personale, ma una legge fisica: l'intenzione e l'attenzione sono i comandi di input che inviamo al computer della realtà. Se un elemento della simulazione non riceve l'attenzione di nessuna coscienza, torna a essere pura probabilità matematica latente. Esiste come possibilità, ma non come fatto compiuto. Noi siamo, a tutti gli effetti, i co-creatori del rendering in tempo reale.
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