Il FOIA significa Freedom of Information Act, cioè una legge sul diritto di accesso alle informazioni pubbliche.
In ambito giuridico indica il principio secondo cui chiunque può chiedere documenti, dati e informazioni detenuti dalla pubblica amministrazione, senza dover dimostrare un interesse personale specifico.
In Italia, quando si parla di FOIA, di solito ci si riferisce all’accesso civico generalizzato, introdotto con il d.lgs. 97/2016, che ha modificato il decreto trasparenza. ANAC lo definisce appunto il “cosiddetto FOIA”.
Fonte il Post: https://www.ilpost.it/2016/05/26/foia-italia/
La differenza importante è questa:
Accesso agli atti tradizionale
Serve un interesse diretto, concreto e attuale. Per esempio: sono parte di una pratica edilizia e chiedo gli atti che mi riguardano.
Accesso civico semplice
Chiedo alla pubblica amministrazione di pubblicare qualcosa che per legge avrebbe già dovuto pubblicare.
Accesso civico generalizzato / FOIA italiano
Posso chiedere documenti e dati ulteriori, anche se non mi riguardano direttamente, per controllare l’operato della pubblica amministrazione. Consente di richiedere dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni ulteriori rispetto a quelli già soggetti a obbligo di pubblicazione.
Un punto essenziale: la richiesta FOIA non deve essere motivata e può essere presentata da chiunque.
In Italia il FOIA, cioè l’accesso civico generalizzato, si utilizza solo dal 2016. 😲
è stato introdotto con il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97;
ha modificato il precedente d.lgs. 33/2013 sulla trasparenza.
Grazie a chi abbiamo oggi questo FOIA?
A prima vista Il FOIA italiano è stato promosso politicamente dal Governo Renzi, dentro la più ampia riforma della Pubblica Amministrazione guidata dalla ministra Marianna Madia.
In realtà il FOIA non nasce “dall’alto”. Fu prima di tutto spinto da giornalisti, associazioni per la trasparenza, attivisti civici e realtà della società civile che chiedevano da anni un diritto di accesso più ampio ai documenti pubblici.
Arrivò soprattutto dalla coalizione FOIA4Italy, nata tra 2014 e 2015 da associazioni, attivisti, giuristi, esperti di open data e giornalisti interessati alla trasparenza pubblica.
Tra le organizzazioni più presenti nella campagna c’erano Diritto di Sapere, Cittadini Reattivi, Openpolis, ActionAid, Riparte il Futuro, Transparency International Italia, Stati Generali dell’Innovazione, CILD, Antigone, Libera, Agorà Digitale, Open Knowledge Foundation, Istituto Bruno Leoni e altre realtà.
il FOIA italiano non appare come un gesto politico “puro” nato spontaneamente dal Governo Renzi,
ma come il risultato di una combinazione tra:
pressione civica dal basso;
necessità politica di mostrarsi riformatori e trasparenti;
adeguamento dell’Italia a standard internazionali;
negoziazione finale, con un testo inizialmente molto debole e poi migliorato sotto pressione.
Ancora una volta il Sistema (travestito da "opposizione") ti prende e ti fa fare il cammino che pensavi di fare ma alla fine ti fa fare il giro in tondo.
La politica, non potendo opporsi apertamente, ha cercato di partorire un FOIA innocuo che non facesse male a nessuno ma invece la coalizione FOIA4Italy ha ottenuto un FOIA con le palle.
👉FOIA in azione con la Balanzoni: il suo ultimo video consigliatissimo e riassuntivo di quel che è già chiaro rispetto al tentativo di innescare una emergenza sanitaria. Grande stima e gratitudine. A quest'ora saremmo già finiti dentro la ragnatela ...
https://www.youtube.com/live/NN1n0SD0u2U?si=06zyoqERvka6kcdD
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