Ⅵ - @Peccatore
Il sole era calato da un pezzo, lasciando solo l'eco del crepuscolo a combattere con l'oscurità che avanzava. Undici anni fa, quasi a quest'ora, un'ombra si era allungata sul mio cammino, un momento, un peccato, subito dopo l'anima uscì dalla mia bocca e poi una frattura che ha irrimediabilmente riscritto la mia esistenza, strappando il copione della mia vita e gettandolo tra le fiamme.
Per i primi cinque anni ho abitato una bolla di Purgatorio personale, un luogo senza tempo dove ogni alba era grigia e ogni tramonto un sospiro di sollievo che non arrivava mai. Non era fatto di fuoco o ghiaccio, ma di un'agonia silenziosa, contornato da demoni: volti del mio passato, rimpianti che sibilavano, la vergogna che mi artigliava le spalle. Mi stavano consumando, lentamente, un boccone alla volta, ma continuavo ad avanzare, spinto da una forza che non sapevo di avere, un istinto di sopravvivenza che rasentava la disperazione.
Ne ero uscito, almeno così credevo. Ma era solo un altro girone, una fase successiva della mia espiazione, come in un'ascesa che non porta mai alla cima. Questa volta non c'erano demoni esterni, ma un confronto ben più arduo: avrei dovuto fare i conti con i miei peccati, con la mia responsabilità.
Passano altri sei anni. Undici anni in totale, un ciclo quasi completo. Questo conto arriva ogni giorno di più, nelle pieghe delle conversazioni, negli sguardi che a volte si posano su di me. Ma in qualche modo, nonostante il peso che mi porto dentro, io splendo. Ho imparato ad abbracciare tutto quello che viene, il bene e il male, la gioia e il dolore. Niente riesce a scalfirmi, o almeno così mi piace pensare.
Forse è un inganno che faccio a me stesso, una maschera che ho costruito così bene da confonderla con il mio vero volto. Questo lo dirà il tempo, l'unico giudice imparziale. Adesso aspetto. Aspetto la condanna imminente, la prossima fase, il giudizio finale che sento avvicinarsi. Manca poco. E quando arriverà, mi troverà pronto, con la mia armatura fatta di cicatrici e la luce che, per ora, ancora emana.








