AFD: CI RISIAMO
Uriel Crua
Come accade costantemente da almeno un trentennio, quando la "democrazia" sancisce un vincitore sgradito, la stessa democrazia si autofagocita in bizzarri cortocircuiti per prendere "contromisure" rispetto ai propri stessi meccanismi.
È il caso di AFD, che ha stravinto "democraticamente" nelle ultime consultazioni nel Land della Sassonia-Anhal.
AFD però è totalmente, radicalmente contrario all'invio di aiuti a Kiev, promuove un dialogo economico e culturale costruttivo, duraturo con la Russia, vuole abolire lo spazio Schengen e bloccare dunque l'immigrazione selvaggia; propone l'uscita dall'Unione Europea e il ritorno ad una moneta sovrana; propone l'allontanamento dalla NATO e lo smantellamento delle testate nucleari USA sul suo territorio.
Insomma, è un partito che è stato votato dai cittadini, è espressione di una crescente volontà popolare che non piace ai padroni della democrazia, e dunque - per dirla con lo sgherro Tajani - "necessita di contromisure".
Quali, precisamente?
Insegnare ai cittadini a votare correttamente come "democrazia vuole"?
La volontà popolare conta soltanto quando allineata ai desiderata degli eurocrati?
L'esasperazione è al limite.
Anzi, quel limite è già stato abbondantemente superato.
September 7, 2026 29