Tardi ma non tardissimo. Esco dalla sede del giornale, il numero di domani de Il Tempo è quasi pronto e mi piace: spero che strappi un sorriso e susciti un pensiero. Stiamo facendo un buon lavoro, mi pare. Non pallosi, non supponenti, ma nemmeno rozzi o scontati, almeno spero. Ogni giorno ormai non ci si può non guardare, credo: magari anche per dissentire, ma con la ragionevole probabilità di trovare una notizia e un punto di vista originale. Domani ci sono quattro-cinque pezzi, tra l’altro, scritti divinamente da alcuni colleghi. Per chiudere stasera manca solo l’ultima partita di calcio: se ne occuperanno le firme dello sport.
Così, ho deciso di concedermi il piccolo lusso di una lunga passeggiata che non faccio da un po’. Il centro di Roma è invaso da turisti. Quelli che non piacciono agli analisti-chic: lo chiamano turismo low cost, low level, low low low…E certo: non saranno baronetti, non saranno elegantoni. Ma che male vi hanno fatto? Sono persone normali, un po’ felici, un po’ incazzati con la moglie o col figlio, un po’ indebitati per questo viaggio, chi lo sa? Stasera “se magneranno” uno spaghetto incollato, beccheranno una fregatura, ma torneranno lo stesso a casa con un bel ricordo. E perché dovremmo giudicarli male per questo? Quanta arroganza in certe sentenze…
Le facce stronze di Cernobbio, mi viene da pensare: quelle che giudicano, quelle con le loro risatine, quelle a cui le persone comuni non piacciono, quelle che sanno tutto. E non capiscono niente.
Meglio non farmi trascinare nel risentimento, però. Anche perché, se non mi piacciono quelli di “sopra”, non mi piacciono nemmeno i Masanielli. Dovessi dire, in futuro mi piacerebbe (vasto programma, rido di me stesso) aiutare un pezzettino di “normal people” a non farsi fregare né dagli uni né dagli altri, né dai Professori né dai Masanielli.
Intanto passeggio. Senza accorgermene, ho toccato nel percorso quattro-cinque punti di Roma importanti della mia vita. Il fuoco amico dei ricordi colpisce a tradimento. Sorrido, collego piccole memorie, rifletto.
Strano, forse sto invecchiando. Ma mi sembra di trovare un filo - un senso è troppo, sarebbe presuntuoso -, diciamo almeno una continuità di speranze e urgenze, di inquietudini e attese, da venticinque anni fa a oggi. Una corsa lunga, ma che non mi ha affatto stancato. Mi avvio verso casa, i due mici avranno fame. Doppia razione di croccantini. Promesso.
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1September 5, 2026 915 4