MESE DI MARIA Primo giorno. Della Fede. I. Tutto ciò che il Vangelo… — Giardino di Devozione — TG.ME

MESE DI MARIA Primo giorno. Della Fede. I. Tutto ciò che il Vangelo c'insegna è fondato su la parola di Dio. La Chiesa ha imparato dalla bocca di GESÙ CRISTO quel che propone ai Fedeli per oggetto della loro credenza. Non v'è timore d'ingannarsi, quando si ha per guida la verità medesima. Nulla di più ragionevole che il sottometter la ragione alla Fede. II. Che giova la Fede ad un Cristiano, se non serve di norma ai suoi costumi? É una grande pazzia il dubitare della verità d'una dottrina che Dio ha rivelata, che tanti Martiri han suggellata col sangue loro, che è stata confermata con tanti miracoli, che i demonj medesimi han confessata in tanti incontri: ma è maggiore pazzia il creder vera questa dottrina, e il vivere come se non si credesse. È un credere da demonj, il non vivere in conformità della propria credenza. III. La Fede sarà d'oggi innanzi il principio delle mie azioni, e la regola della mia vita. Quel che la Fede condanna, lo condanno ancor'io, qualunque sieno le ripugnanze della mia natura. Opporrò nelle occasioni le massime del Vangelo a quelle del mondo. Il mondo che dice? che bisogna seguire le proprie inclinazioni, che non bisogna patire ecc. Gesù Cristo che dice? tutto l'opposto. Chi ha ragione, Gesù Cristo o il mondo? Ringraziate Iddio di essere nella vera Chiesa. Adauge nobis fidem. S. Luc. c. 17. Signore, aumentate in noi la fede. Quid prodest si quis catholice credat, et gentiliter vivat. Pier Dam. Che serve il credere da cattolico, se si vive da pagano. Invece di disputare col Demonio nelle tentazioni contro i Misteri della Fede, dobbiamo volgerci a MARIA, affinché ci ajuti. È celebre la tentazione, da cui fu assalito S. Francesco di Sales, giovane ancora studente in Padova, sul mistero della sua predestinazione. Gli rappresentava il Demonio, che quanto faceva per rendersi caro a Dio era inutile, che la sua irreparabile perdizione era decisa ne' decreti divini essendo egli nel numero dei reprobi. Questa tentazione in Francesco fu cosi terribile, che se ne risentì anche il corpo. Dopo trenta giorni di penoso combattimento piacque a Dio di liberarnelo mediante l'intercessione della Vergine, alla quale erasi il santo giovane spesso raccomandato. Entrato egli nella Chiesa di S. Stefano, prostrato avanti all'altare della sua Signora, recitò divotamente l'orazione di S. Agostino, che comincia Memorare piissima, le rinnovò il sacrificio della sua verginità; promise di coronarla ogni giorno col Rosario, e in contraccambio le domandò, che l'ajutasse ad amar Dio, meritevole de' più teneri affetti, e ad amarlo più che potesse, e conchiuse col pregarla di essere sua avvocata in quella sua sì grande tribolazione. Una supplica animata da tanta fede, e cotanto contraria ai sentimenti di un reprobo, ebbe subito presso MARIA il suo effetto, e la tentazione cessò. (Vita del Santo L. I. P. II.) Ossequio. Dite il Credo lentamente come per fare una solenne professione di fede. Proponete di volere, coll'ajuto di Dio e della Vergine, vivere e morire da fervoroso cristiano in grembo alla Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Giaculatoria. Auxilium Christianorum ora pro nobis. Maria ajuto di noi Cristiani pregate Gesù per noi.

May 1, 2025 1.1K 3