🔵 ECONOMIA DELLA GUERRA
Il teatro delle tragedie umanitarie e il business spietato che si innesca su di esse.
Esiste un'economia della guerra. Si chiama complesso militare-industriale, mercato delle materie prime, contratti di ricostruzione dei territori devastati dai conflitti.
A Gaza come in Ucraina, armata dalla NATO, ogni missile ha una filiera, ogni maceria avrà un appalto.
Negare questo incentivo economico è ingenuo. I numeri ci sono: Lockheed, Leonardo, Rheinmetall, Energo... fatturati che salgono con i conflitti.
"Sono conflitti reali per il potere"?
Inizialmente si, è successivamente che si innesca il business che struttura l’economia della guerra.
Perché Hamas, Israele, Russia, Ucraina, Iran... non sono attori che recitano per un copione unico.
Sono fazioni con storia, traumi, ideologie, volontà di sopravvivenza, o folle dominio, nel caso della “coalizione Epstein”, che esistono da prima del business.
Un ragazzo a Gaza o un soldato al fronte non muore per il PIL di qualcuno. Muore perché il suo gruppo crede - giustamente o follemente - di essere in pericolo esistenziale, o di combatterne uno costruito ad hoc.
Ma non ci fermiamo qui e andiamo avanti per comprendere il processo.
Le guerre sono conflitti di potere reali, o costruiti ad arte, che vengono immediatamente “catturati” da un sistema economico che ha interesse a farli durare e a monetizzarne ogni fase.
Non è che sono "tutti d'accordo a tavolino" prima.
È che una volta che il conflitto reale esplode, si crea un allineamento perverso di interessi:
1. La fazione A vuole potere.
2. La fazione B vuole potere.
3. Intorno a loro, un terzo ecosistema (armi, energia, finanza, ricostruzione) scopre che la continuazione del conflitto è più redditizia della sua risoluzione rapida.
Quindi non è teatrino nel senso di finto. È teatrino nel senso che è un sistema che si autoalimenta.
La guerra di Gaza è l'esempio più doloroso: c'è un conflitto storico, identitario, religioso e politico, un genocidio vero e proprio a danno dei Palestinesi assolutamente reale e insanabile in 10 minuti.
E SOPRA a quel conflitto reale si è innestata una macchina economica e mediatica globale che ci guadagna, a pezzi, sia nella demolizione che nella futura ricostruzione.
Ecco la terza angolazione che pochi vedono: la domanda non è:
“Le guerre sono teatrini di conflitti studiati a tavolino dove i vari attori si accordano tra di loro?”
. La domanda è "chi ha interesse a far sì che un conflitto vero non finisca mai?"
La risposta la conosciamo e sappiamo che la politica corrotta è totalmente asservita a questi poteri forti per trarne profitti in termini di denaro, poltrone e carriere.
•Alex Pinto
Opinioni Libertarie News
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September 6, 2026 9